• lunedì, maggio 11th, 2009

Io pensavo che il massimo della follia nello smistamento del lavoro della lavatrice fossero gli stendipanni sospesi tanto in voga nei bagni delle case felsinee. Mi sbagliavo: quelli inglesi riescono a batterli.
Il segreto e’ partire dal basso. Giocarsi prima le ginocchia e poi la schiena, andando sempre piu’ su, fino al top del trabiccolo. Accompagnati, se possibile, da una dose generosa di parolacce. Ma questa e’ la parte facile. La parte complicata e’, infatti, capire come diavolo farlo star su senza che cada di fronte allo sbadiglio di un moscerino. Perche’ gli inglesi, ingegnosi, vogliono avere diverse possibilita’ di altezza, a seconda di cio’ che devono mettere ad asciugare. E cosi’ al centro di questo mirabolante esempio di alta ingegneria domestica c’e’ il segreto del suo equilibrio: una sorta di gancio che, a seconda delle necessita’, puo’ aggrapparsi piu’ in alto o piu’ in basso, decidendo l’altezza e il raggio di apertura dello stendipanni.
Difficile spiegarlo a parole. Io non lo avevo mai usato prima di stasera. E, infatti, fino ad un’ora fa ero ancora battezzata. Dopo aver steso la mia roba non lo ero piu’. Perche’, senza saperlo, sono partita dall’alto. E cosi’ mi sono ritrovata a dover fare contorsioni in stile Entrapment-K.Z.Jones per riuscire ad infilare tonnellate di calzini nei meandri di questo trabiccolo che m’e’ costato la bellezza di sette sterline.
Ed e’ il piu’ economico che ho visto. Ma, anche fosse costato venti sterline come gli altri, non sarebbe cambiato il risultato.

Lo stendipanni ingegnoso non e’ l’unico esempio di complicatezza riscontrabile in terra d’Albione. La loro vita quotidiana e’ pregna di piccole cose volte a rallentarli nelle attivita’ piu’ banali. E gli stranieri, di rimando, vengono rallentati insieme a loro.
Il mito del bagno senza bidet e’ ormai trito e ritrito. E vero, ovviamente. Ma, ad essere sinceri, l’assenza di bidet diventa l’ultimo dei problemi quando ti ritrovi ad usare un lavandino per gnomi – coi rubinetti rigorosamente separati, chiaro! – in cui devi lavare una mano alla volta. E che dire, sempre per restare al bagno, degli sciacquoni perennemente insufficienti? La prima volta che ne vedi uno pensi al caso, la seconda volta alla sfiga, alla terza non hai dubbi sul fatto che siano recidivi. Restare tre ore a contemplare la cassetta in attesa che si ricarichi con il Glade che ti brucia i polmoni non e’ il sogno di una vita. Eppure bisogna farlo. Perche’ la pressione dell’acqua, in una cassetta sopraelevata di appena pochi centimetri rispetto al wc, e’ inesistente. E vogliamo parlare del famoso flush? Tutto il mondo – o quasi – usa il bottone. Gli inglesi, per distinguersi anche nel momento del bisogno, usano la leva. Non importa se una mano inesperta puo’ darle un affondo tale da sradicarla dalla sua base e ritrovarsi col galleggiante che preme impazzito contro il coperchio e tale leva che ciondola pietosamente verso il basso. Non importa se occorre mettercisi in due a sistemarla, poi. Loro il bottone non lo vogliono. Cosi’ come non vogliono installare nelle case le finestre intese come tali. Perfino quelle sono uniche e particolari, in Gran Bretagna. A ghigliottina, a spiraglio, a scorrimento oppure, massima concentrazione di pazzia, tutti e tre i tipi insieme. Le serrature, trattandosi di finestre a chiusura fuori dal comune, sono altrettanto stramnbe e richiedono a volte una laurea in ingegneria meccanica per essere sbloccate. E la pulizia di suddetta complicatezza vetrosa? Non scherziamo. Pulire? Le finestre? Naaa. Tanto, con tutta la pioggia che cade in GB, non ce ne e’ bisogno e non durerebbero molto. E poi, vedere il mondo attraverso una patina marrone ha il suo fascino.
In un Paese in cui piove tanto ci si aspetta che la gente che lo abita sia preparata all’acqua fin nei minimi dettagli. Pero’, per tornare al discorso del complicarsi la vita anche nelle piu’ piccole attivita’ quotidiane, non e’ cosi’. Prendiamo ad esempio gli ombrelli: che fine hanno fatto quei begli ombrelloni dal manico di legno simbolo degli uomini in cappotto e bombetta? Spariti. Oggi a farla da padroni sono gli ombrellini da borsetta. Con tutto cio’ che ne consegue. Gli ingegneri del paese della pioggia hanno deliberatamente evitato di trovare un prodotto in grado di combinare spazio ed efficienza: gli ombrelli in vendita qui sono perfino peggiori di quelli venduti dalla piu’ scalcinata bancarella italiana. Basta il soffio di uno starnuto per farli capottare. Ora, immaginate soltanto cosa possa accadere in un posto ventoso come Manchester con ombrelli di siffatta qualita’ e per quale motivo, prima ancora di esserlo per colpa dello stendipanni di cui sopra, io sia stata scomunicata al primo giorno di pioggia incontrato in questa citta’.
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